Dal drum brake tradizionale all’e-Drum: tre architetture, tre missioni diverse
Quando si parla di freno a tamburo, il pensiero corre spesso a una tecnologia semplice, ormai appartenente al passato. In realtà, questa definizione racchiude oggi architetture progettate per rispondere a esigenze molto diverse tra loro.
Una city car, un veicolo commerciale o una piattaforma elettrificata non richiedono la stessa risposta frenante. Cambiano massa, ingombri, livello di elettrificazione e integrazione con l’elettronica di bordo e di conseguenza cambiano anche le soluzioni progettuali.
Più che una singola tecnologia, il freno a tamburo è oggi una famiglia di sistemi in continua evoluzione.
Lo dimostrano anche i numeri: nel 2025 Zendra Systems realizza circa 3,2 milioni di sistemi tra Traditional Drum Brake, Drum-in-Hat ed e-Drum.
Stesso principio, applicazioni diverse
Il principio di funzionamento è rimasto sostanzialmente invariato. Il tamburo è solidale alla ruota e, al suo interno, due ganasce rivestite di materiale d’attrito vengono spinte verso la superficie interna quando si aziona il freno; questo attrito generato tra ganasce e tamburo rallenta poi la ruota fino a fermarla.
Uno degli elementi distintivi è il cosiddetto effetto servo (self-energizing): durante la frenata, il movimento del tamburo contribuisce ad amplificare l’azione di una delle ganasce, aumentando la forza frenante senza richiedere maggiore energia in ingresso.
Negli anni la ricerca ha permesso di migliorare il sistema e, proprio grazie a questa evoluzione di materiali, geometrie, processi produttivi, sistemi di regolazione e metodologie di validazione, ha reso questa architettura adatta a un ventaglio di applicazioni sempre più ampio.
Il drum brake tradizionale: una soluzione ancora attuale
Tra le diverse architetture, il drum brake tradizionale continua a rappresentare una soluzione ampiamente adottata. La stessa architettura gestisce sia la frenata di servizio, tramite il circuito idraulico, sia il freno di stazionamento, azionato meccanicamente attraverso leva e cavo.
Con circa 1,3 milioni di unità prodotte ogni anno, rappresenta una parte significativa della produzione Zendra. La gamma copre sistemi da 7 pollici per le city car fino ai 10 pollici destinati ai veicoli commerciali, con applicazioni su Fiat 500, Fiat Panda, Toyota Yaris, Fiat Tipo, Volkswagen Polo, Fiat Doblò e Ford Transit.
La sua diffusione è legata al buon equilibrio tra robustezza, affidabilità, costi contenuti e semplicità di integrazione. Pur mantenendo lo stesso principio costruttivo, continua a evolversi per soddisfare requisiti sempre più severi in termini di sicurezza, durata ed efficienza.
Drum-in-Hat: due sistemi, un solo gruppo ruota
Quando un veicolo utilizza un freno a disco posteriore, il sistema Drum-in-Hat integra il freno di stazionamento all’interno del cappello del disco. Il disco gestisce la frenata di servizio, mentre il tamburo interviene esclusivamente durante il parcheggio.
Zendra produce circa 350.000 unità all’anno di questa famiglia, destinata principalmente a veicoli commerciali come Fiat Ducato e piattaforme derivate.
e-Drum: l’evoluzione della tecnologia
L’e-Drum mantiene la frenata di servizio idraulica e affida il freno di stazionamento a una Motor Gear Unit (MGU), composta da motore elettrico e riduttore meccanico. La gestione elettronica consente funzioni come attivazione automatica del parcheggio, rilascio in partenza e assistenza nelle partenze in salita.
Con circa 1,6 milioni di sistemi prodotti ogni anno, rappresenta una soluzione industrializzata destinata alle moderne piattaforme ibride ed elettriche.
Durability: progettare per l’intera vita del veicolo
C’è un altro aspetto dell’e-Drum che vale la pena raccontare ed è la durability.
I test di validazione possono arrivare fino a 250.000 cicli e verificano che il sistema mantenga prestazioni costanti lungo l’intero ciclo di vita del veicolo.
Frenata rigenerativa e nuove sfide
Nei veicoli elettrificati la frenata rigenerativa riduce l’utilizzo del sistema meccanico, che deve comunque garantire piena efficienza anche dopo lunghi periodi di attività limitata e resistere agli effetti del tempo e degli agenti atmosferici.
Tre soluzioni, tre risposte diverse
Drum brake tradizionale, Drum-in-Hat ed e-Drum non si fanno concorrenza tra loro: rispondono a esigenze diverse. Il primo resta il riferimento per le utilitarie e per numerosi veicoli commerciali. Il secondo trova spazio dove serve un disco posteriore insieme a un parcheggio compatto e robusto. Il terzo accompagna l’elettrificazione dei veicoli, dove tutto deve essere connesso e controllabile elettronicamente.
La competenza vera, in questo settore, non sta nell’applicare sempre la stessa ricetta. Sta nel capire il veicolo, massa, spazi disponibili, condizioni d’uso, livello di integrazione richiesto, e scegliere l’architettura più adatta.
Zendra segue tutto il percorso
Progettare un sistema frenante significa prendere decisioni che coinvolgono molto più del singolo componente. Per questo in Zendra Systems seguiamo l’intero processo di sviluppo: dalla definizione dell’architettura alla progettazione meccanica, dall’integrazione elettronica e software fino ai test, alla validazione e all’industrializzazione.
Questo approccio ci consente di lavorare sia sulle tecnologie che oggi rappresentano il cuore della produzione, sia sulle soluzioni destinate alle piattaforme ibride ed elettriche di nuova generazione.
Dalle city car ai veicoli commerciali, dai sistemi tradizionali all’e-Drum, la nostra competenza nasce dalla capacità di progettare il sistema nel suo insieme, perché è dall’equilibrio tra tutti i suoi elementi che dipendono prestazioni, affidabilità e durata nel tempo.
Keeping Motion in Control.
